Ina Lamllari ha presentato l’intervento ‘Silent Exclusions and Imported Panics: Children’s Books in Post-Socialist Albania’ il 12 febbraio 2026 nell’ambito della conferenza Thinking of the Children: Book Bans, Censorship and Literature for Young People, ospitata dall’University of Münster, in Germania. La conferenza si è svolta l’11–12 febbraio 2026, in un contesto internazionale segnato dal rinnovato dibattito sulla censura dei libri negli Stati Uniti.
La presentazione esamina come le preoccupazioni statunitensi sui libri per giovani per si diffondano globalmente tramite i social media e arrivino anche in Albania. Nonostante il paese non abbia oggi una censura istituzionale o divieti ufficiali sui libri, il controllo avviene in forme indirette: esclusione dai curricula scolastici, autocensura di editori e traduttori e mancata traduzione di testi considerati controversi. In questo modo, molti libri non vengono mai pubblicati né discussi, producendo una censura silenziosa.
Il fenomeno è particolarmente significativo in un contesto post-socialista come quello albanese, segnato da una forte memoria storica della censura comunista. Le nuove polemiche, spesso importate dagli Stati Uniti e amplificate dagli algoritmi digitali, si sovrappongono a queste eredità del passato e vengono riformulate con un linguaggio morale “americano”. La presentazione interpreta questo processo come una possibile forma di colonialismo culturale digitale e mette in luce la fragilità della libertà intellettuale anche in società che si sono liberate da regimi autoritari.



